Gli “internals” del mercato azionario: cosa attendersi

La correzione a cui stiamo assistendo, tanto sui mercati azionari quanto su quelli obbligazionari, non evidenzia segnali di esaurimento. Rispetto alla settimana precedente abbiamo osservato una reazione tecnica sul Dax, che, dopo aver toccato un minimo sui 12.500 punti, ha permesso all’indice di chiudere la settimana sopra la media mobile a 200 settimane: un segnale positivo ma ancora lontano dal fornire un’indicazione di un contesto realmente costruttivo.

German DAX Composite (2005 – 2022)

Paradossalmente, le notizie meno incoraggianti vengono dagli Stati Uniti: la divergenza rialzista osservata nelle settimane precedenti sul Nasdaq e su S&P500 non ha finora innescato acquisti sensibili e il ritorno sui supporti più vicini di Febbraio, ci indica un quadro in peggioramento.

S&P500 (2018 – 2022)

Nasdaq Composite (2018 – 2022)

Solo il 3 Gennaio scorso il numero di titoli sull’S&P500 che scambiava sopra la sua media mobile a 200 giorni era il 91%: oggi è il 37%, il minimo da Giugno 2020. Le probabilità sembrano quindi essere quelle di un’estensione del ribasso: il punto è domandarsi la misura di questa potenziale estensione. Come sempre, il passato può aiutarci a comprendere cosa potrebbe attenderci.

Di seguito osserviamo la percentuale di titoli dell’S&P500 che scambia sopra la sua media mobile a 200 giorni dal 2002 ad oggi.

S&P500 % di titoli che scambiano sopra la media mobile a 200 giorni (2002 – 2022)

Quante volte abbiamo assistito ad una flessione fino al 37%? Dal 2002 ad oggi sono nove le occorrenze. Quali sono state le performance dell’indice nei 12 mesi successivi alla generazione del segnale? In media l’indice ha reso oltre il 9%, con un drawdown medio di poco superiore al 10%. La dispersione intorno al valore medio è notevole e quindi dobbiamo essere adeguatamente flessibili per fronteggiare qualsiasi tipo di evenienza.

Fonte: DLD Capital SCF

Diversa, e ancor più statisticamente significativa, è la forza relativa tra azionario e azionario americano. Sotto questo profilo il Dax è sui minimi dal Febbraio 2003 rispetto all’S&P500, con l’interessante similitudine di una significativa divergenza rialzista. La sensazione è che il mercato europeo sia in uno stato di ipervenduto rispetto a quello americano e che dovremo ritornare nelle prossime settimane su questo grafico.

German Dax Composite / S&P500 Large Cap Index (1994 – 2022)

Sul piano delle relazioni intermarket, il grafico settimanale del rapporto tra S&P500 e i Treasuries USA rappresenta la più chiara evidenza della fragilità del quadro attuale: la sottoperformance su base settimanale dell’indice americano sta toccando la fascia inferiore di una semplice banda di Bollinger per la prima volta dal Febbraio 2020, quando ebbe inizio la flessione legata allo scoppio della pandemia. Un quadro simile ad oggi difficilmente descrive un miglioramento del sentiment degli investitori. 

SPDR S&P500 ETF / iShares 7-10 Year Treasury Bond ETF (2020 – 2022)

Un simile contesto resta sfidante, soprattutto se valutato alla luce di un quadro macroeconomico che resta di espansione economica. L’apprezzamento delle materie prime sta spingendo molti, tra commentatori ed analisti, a prefigurare una prossima recessione, uno scenario che non è quello che osserviamo ma che non possiamo escludere.

In particolare, in molti si soffermano sul confronto tra questo periodo e la seconda metà degli anni 70, entrambi caratterizzati da alta inflazione. In quegli anni l’aumento dei prezzi di petrolio e gas portarono ad una severa recessione e ad un aumento generalizzato dei tassi d’interessi.

Sotto il profilo dell’inflazione rilevata, i due periodi si assomigliano molto. Non solo, il rialzo dell’indice Reuters/Jefferson CRB, il principale indice dei futures sulle materie prime, dal Marzo 2020 ad oggi è più ampio movimento rialzista mai osservato su questa serie storica.   

Reuters/Jefferson CRB Index (1956 – 2022)

La differenza tuttavia continua ad essere il contesto economico di fondo. Negli anni 70 lo shock petrolifero avvenne in un quadro di crescente disoccupazione, che raggiunse il picco all’inizio degli anni 80, mentre oggi negli Stati Uniti la disoccupazione è tornata sotto il 4% (3.8%). Anche le condizioni di accesso al credito sono molto diverse. Ciononostante, dobbiamo ricordare che anche questi due elementi, disoccupazione e condizioni di accesso al credito, possono mutare molto rapidamente: semplicemente oggi non è ancora quanto osserviamo.

La differenza tra la previsione macroeconomica e l’operare scelte di asset allocation sui mercati è questa: operare rispetto a ciò che i prezzi, nella loro funzione anticipatoria, ci dicono e al contrario in funzione delle nostre previsioni. Questa è la differenza tra un approccio sistematico/quantitativo rispetto ad uno discrezionale e predittivo.   

Disclaimer:

Questo documento assume natura educativa e non può essere considerato attività di consulenza finanziaria indipendente. L’autore o DLD Capital SCF S.r.l. non sono responsabili delle decisioni che potrebbero essere intraprese a seguito della lettura di questo articolo. Prima di assumere scelte d’investimento, suggeriamo di rivolgervi ad un consulente finanziario iscritto all’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari (www.organismocf.it). 

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